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Il Tai Chi Bang e Ruler - Il mattarello Taiji

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Aggiornato al 24 agosto 2021

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Uno dei primi riferimenti scritti (inteso nel senso stretto della parola, e non con riferimento ad immagini) che oggi abbiamo a disposizione sull'utilizzo del bastone nella pratica del Taiji (Tai Chi), è contenuto nel manuale pubblicato nel 1928 dalla casa editrice 年关东 (Nián guāndōng) intitolato 《太极柔术说明书》(Tàijí róu shù shuōmíngshū), che tradotto in italiano risulta essere "Manuale operativo di Taiji Jiu-Jitsu".

Questo libro fu curato da 赵中道 (Zhào Zhōngdào), un uomo molto conosciuto negli ambienti delle arti marziali cinesi per essere morto alla veneranda età di 119 anni (almeno così raccontano le cronache). Tant'è che oggi spesso si fa riferimento a lui come il "famoso centenario Zhao Zhongdao (百岁老人赵中道 Bǎi suì lǎorén zhàozhōngdào). Il suo anno presunto di nascita è il 1844, mentre il suo anno di morte (e di questo abbiamo certezza) è il 1962, come riportato dal sito di promozione sportiva China School.

Zhao Zhongdao negli anni Cinquanta fondò a Pechino un'associazione dedicata alla promozione del concetto dell'attività fisica come strumento per il benessere del corpo, nella quale si proponeva fortemente la pratica del Taiji (Tai Chi) anche attraverso l'uso di bastoni. Nel 1954 pubblicò il volume《太极柔術简说》(Tàijí róushù jiǎn shuō) che illustrava il lavoro proposta all'interno dell'associazione (clicca qui). Alcuni suoi allievi, negli anni Sessanta e negli anni Settanta, pubblicarono una serie di opere dedicate all'uso dei bastoni, che ebbero una certa diffusione in tutta la Cina, come riporta l'Amministrazione generale statale dello sport cinese (国家体育总局 Guójiā tǐyù zǒngjú) in questa pagina.

In tutti questi volumi si fa riferimento al così detto "bastone del Taiji", scritto in lingua cinese con i seguenti caratteri: 太极棒 (Tàijí bàng).

Esistono ovviamente prima del manuale pubblicato nel 1928 testimonianze (disegni come quelli rinvenuti nel famoso sito archeologico di 马王堆 Mǎ wáng duī) dell'impiego di bastoni (generalmente lunghi) per eseguire degli esercizi per il mantenimento del corpo. Ma è solo con questo volume che si ha un collegamento chiaro fra la disciplina del Taiji Quan (Tai Chi Chuan) e l'uso del bastone come strumento per l'allenamento (quindi non inteso come arma per il combattimento).

Del resto la stessa parola 太极拳 Tàijí quán è apparsa nei testi scritti abbastanza di recente (e anche qui mi riferisco alle due parole Taiji e Quan associate assieme e non alla singola parola 太极 Tàijí). Se ne può trovare traccia infatti a partire dal Settecento circa in poi.

La tradizione fa risalire l'uso di un bastone corto per svolgere degli esercizi ginnici, al leggendario saggio taoista 陳摶 (Chén Tuán 10 ottobre 871 – 22 luglio 989), al quale si attribuisce anche la creazione dell'arte marziale interna nota come 六合八法拳 (Liùhé bā fǎ quán). Costui sarebbe vissuto sul monte Hua (luogo sacro per il taoismo) nella provincia dello Shenxi.

Il carattere 棒 (bàng) indica generalmente un bastone di legno di lunghezza ridotta (per avere un'idea si può pensare ad una mazza da baseball, un manganello, un mattarello, e così via).

Con la diffusione negli anni Sessanta della pratica del 太极棒 (Tàijí bàng), si è iniziato a chiamare questa attività anche con la parola 太极棒尺 (Tàijí bàng chǐ). Cioè al carattere 棒 (bàng) si è aggiunto il carattere 尺 (chǐ) che indica il classico righello che tutti noi abbiamo utilizzato a scuola per fare i compiti. Questo carattere indica però anche una lunghezza, quella espressa come "piede cinese", che in epoca moderna indica una lunghezza di circa 33 cm e mezzo (nel corso dei secoli la misura espressa da un piede cinese ha subito notevoli variazioni).

L'aggiunta del carattere 尺 (chǐ) alla parola 太极棒 (Tàijí bàng) fra gli anni Sessanta e Settanta, è probabilmente dovuto al fatto che la dimensione del bastone di legno impiegato per la pratica del Taiji Bang ha iniziato a "standardizzarsi" (oggi varia generalmente fra i 30 ed i 35 cm). Di conseguenza si può tradurre la parola come "bastone lungo un piede (cinese) del Taiji".

A questo punto è giusto fare una puntualizzazione. Se si effettua una ricerca veloce in internet riguardo la storia e le origini del mattarello, si trova una grande quantità di pagine che attribuiscono l'introduzione nella pratica del Taiji di un bastone tozzo come un mattarello al grande maestro di Taiji 陳發科 (Chén Fākē 1887–1957).

Si racconta infatti negli ambienti delle scuole di Taiji di stile Chen, che il maestro, osservando la moglie preparare l'impasto per la pasta con un mattarello, abbia intuito che quello strumento potesse essere impiegato per sviluppare una serie di abilità nella pratica del Taiji.

Nel libro pubblicato nel 2004《陈式太极拳精义》(Chén shì tàijí quán jīng yì), che in italiano si traduce con "L'essenza del taiji quan dello stile Chen", l'autore 张茂珍 (Zhāngmào Zhēn) scrive che il figlio del maestro 陳發科 (Chén Fākē), 陈照奎 (Chén Zhàokuí), nell'ottobre del 1977 si recò nella capitale della provincia dello Henan 郑州 (Zhèngzhōu) per insegnare i principi del Taiji della famiglia Chen incluse le tecniche con il 太极棒 (Tàijí bàng).

Tecniche che ha appreso dal padre e che la tradizione vuole che nel corso degli anni ha poi ampliato e migliorato.

Nelle scuole di Taiji della famiglia Chen si distingue il 太极尺 (Tàijí chǐ) dal 太极棒 (Tàijí bàng) come strumenti dalla forma differente. Il primo introdotto dal saggio taoista 陳摶 (Chén Tuán) ed il secondo invece introdotto dal maestro 陳發科 (Chén Fākē).

Nel mondo delle arti marziali cinesi, non è sempre facile disporre di documenti che in modo esplicito attribuiscano la paternità di una tecnica piuttosto che di una forma ad una specifica persona o ad una scuola. Spesso ci si deve affidare alle "storie" ed alle "tradizioni" tramandate nelle scuole di arti marziali.

A partire dagli anni Sessanta del Novecento sono molti i maestri che hanno sviluppato esercizi e sequenze (套路 Tàolù) con questo strumento, che oggi è presente in moltissime scuole in tutto il mondo.

Con il passare del tempo la pratica del mattarello si è evoluta notevolmente ed oggi nella pratica del mattarello si sono sviluppate metodiche con l'uso del 太极尺 (Tàijí chǐ) e metodiche con l'uso del 太极棒 (Tàijí bàng).

Nel primo caso, la pratica del righello richiede l'uso di un bastone in legno della lunghezza che varia fra i 25 ed i 33 cm, con un diametro di circa 3,5 cm. Come si può vedere dalla foto che apre questo articolo la forma del righello risulta "sottile", snella. È adatto allo sviluppo del lavoro del bozzolo di seta, all'esecuzione di esercizi volti ad aumentare la flessibilità del polso, propedeutici quindi allo studio dei 擒拿 (Qínná).

Nel secondo caso, la pratica del mattarello, richiede l'uso sempre di un bastone in legno, ma della lunghezza che varia fra i 30 ed i 35 cm, con un diametro di circa 5 cm. In questo caso il mattarello appare rispetto al righello con una forma più tozza. È adatto all'esecuzione di una serie di esercizi che permettono il rafforzamento dei tendini attraverso lo "strizzare" il mattarello. Propedeutici anch'essi allo studio dei 擒拿 (Qínná).

Nelle scuole di arti marziali il mattarello è divenuto oggi il punto d'unione della pratica del 太极拳 (Tàijí quán) con il la pratica del 气功 (Qìgōng). Le due discipline hanno molti punti in comune, ma hanno anche degli elementi che li differenziano. Il mattarello offre la possibilità di lavorare i molti punti che le accomunano. 

Nelle sue varie forme e dimensioni, è un attrezzo estremamente utile e versatile nello sviluppo della pratica del Taiji quan (Tai Chi Chuan), uno strumento quindi che non può mancare nel percorso di studio di nessun  

Francesco Russo

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