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Le vere origini (forse) del Tai Chi

Il ritrovamento di una serie di documenti in un villaggio cinese, ha riaperto il dibattito sulle origini del Tai Chi...

 

 
 

 
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Il 21 agosto del 2007, l'amministrazione generale dello sport cinese, ha premiato il villaggio di Chenjiagou 陈家沟 (dove vive la famiglia Chén 陈) nella provincia dello Henan 河南省, con una targa commemorativa in cui si indica che il villaggio è "la culla del Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan)".

Appena due mesi dopo si è sollevato un "polverone" di proteste che ha portato alla rimozione della targa. La targa infatti sembrava essere la conferma ufficiale da parte dello Stato cinese che il fondatore di questa arte marziale fu Chen Wangting (1597-1664).

Questo episodio fa comprendere come a tutt'oggi sulle origini del Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan) ci siano ancora versioni discordanti tra loro. Nello stesso periodo (il 2007), il ritrovamento di una serie di documenti in un villaggio distante una cinquantina di km da Chenjiagou 陈家沟 ha riacceso e alimentato il dibattito.

Questi documenti, che sono stati riconosciuti (al momento) come originali, in realtà possono essere utilizzati da entrambi gli schieramenti. Sia da chi ritiene che il Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan) è nato a Chenjiagou 陈家沟, sia da chi fa risalire alla figura più mitica (che reale da un punto di vista storico) del monaco Zhāngsānfēng 张三丰.

Questi documenti sono stati ritrovati nel villaggio Tang (唐村) anch'esso situato nella provincia dello Henan 河南省. In particolare queste nuove scoperte riguardano una "Genealogia della famiglia Lǐ 里", un "Manuale di arti marziali", una stele chiamata "Stele di Li Daozi" e un documento che parla del tempio di Qiānzǎi sì 千載寺, conosciuto come Tempio dei mille anni che si trovava nel villaggio Tang.

Assieme ai documenti il "Manuale della lancia della famiglia Wang del villaggio Wangbao", "L'arte segeta del Taijiquan della famiglia Wang del villaggio Zhaobao nella contea di Wen" e la "Genealogia della famiglia Wang della contea dello Xinjiang nella provincia dello Shanxi". Costituiscono una base per ipotizzare che il Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan) (o una disciplina molto simile a quest'ultima), sia nata molto prima di quanto non si pensi.

Fino a che non si dimostrerà che questi documenti non sono autentici la loro importanza, nella storia del Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan), equivale alla scoperta dei rotoli del Mar Morto.

Fino ad oggi l'opera fondativa di questa disciplina sono stati i così detti classici, raccolti e pubblicati nel 1912 da Guan Baiyi. Ed hanno costituito la base fino ad ora di tutti gli stili oggi praticati.

I documenti della famiglia Lǐ 里 non si limitano a descrivere delle tecniche, ma descrivono anche il valore "etico" che rappresenta nella cultura cinese il Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan).

Mai come in Cina infatti vale il detto "la storia è raccontata dai conquistatori". La rivoluzione culturale condotta da Mao Zedong 毛泽东 ha totalmente stravolto la storia delle arti marziali, contribuendo a "far perdere" molti preziosi documenti" e testimonianze. In particolar modo cancellando per sempre molto della cultura "antica" cinese.

Questi documenti raccontano la storia di due fratelli della famiglia Lǐ 里 (i quali si erano imparentati attraverso matrimonio alla famiglia Chén 陈) che intorno al 1650 d. C. assieme al loro cugino Chen Wangting appresero presso il tempio di Qiānzǎi sì 千載寺 il una disciplina che successivamente sarà chiamata Tàijí yǎngshēng gōng 太極養生功.

Il tempio di Qiānzǎi sì 千載寺 era un luogo nel quale si incontravano e si univano il buddismo, il taoismo ed il confucianesimo. Dai documenti sembra che i tre studiarono insieme, sia le arti marziali che la filosofia, grazie al loro maestro Bogong Wudao 博公武道 presso il padiglione del tempio chiamato la "Porta del Tàijí (Tàijímén太極 門)".

Lo studio di questi documenti sembra far emergere che la disciplina che i tre appresero si chiamava “la boxe delle tredici posture” (successivamete chiamata Tàijí yǎngshēng gōng 太極養生功) ed era stata creata dal sacerdote del tempio Li Daozi 李道子 (614-741).

Esaminando i vari testi nel manuale della famiglia Lǐ 里, sebbene questo non contenga applicazioni marziali, mostra la fusione matura dell'alchimia interiore tra il Qìgōng 气功 "statico" e il Qìgōng 气功 "in movimento", con una particolare sottolineatura alla dedizione tipicamente confuciana alla famiglia e alla salute.

In oltre l'elenco delle 13 posture contenute nel manuale della famiglia Lǐ 里, è praticamente identico a quello contenuto nei classici pubblicati a inizio Novecento.

Questa è la prova definitiva sulle origini del Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan)? No. La realtà è che la disciplina che oggi si pratica in tutto il mondo, è sicuramente il frutto di un lento e lungo costante processo di elaborazione costante miglioramento, portato avanti generazione dopo generazione nella trasmissione da maestro ad allievo.

Nulla nasce dal nulla. Sicuramente le origini del Tàijíquán 太极拳 (Tai Chi Chuan) sono antiche, impensabile però è che questo sia rimasto "immutato" dal primo giorno fino ad oggi.

La pratica di questa disciplina sappiamo essere basata su principi che ognuno di noi vive attraverso il movimento del proprio corpo, che per definizione è unico. Questo vivere il movimento è sicuramente alla base di cambiamenti avvenuti in passato e che avverranno anche in futuro.

Pensiamo ad un edificio che tutti noi conosciamo: la basilica di San Marco. È Il frutto di differenti stili architettonici, di un processo di modifica ed arricchimento duranto centinaia di anni, ed è proprio questo processo che la rende un gioiello dell'architettura oggi. Quale parte di questo edificio è da considerarsi originale? Nessuna e tutte contemporaneamente.

La tradizione, senza innovazione del resto, è destinata infatti all'oblio.

Nota: la foto ritrae il vano dove i documenti erano stati "dimenticati" e ritrovati e una parte della mappa del tempio di Qianzai dove è indicata la porta del Taiji.

Francesco Russo

 

 
 

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