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La ricchezza nella diversità

Lo studio del Tai Chi offre non solo la possibilità di curare il proprio corpo e la propria mente, ma di arricchire anche il proprio spirito.

 

 
 

 
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Lo studio e l'interiorizzazione del Taijiquan (Tai Chi Chuan) avviene su 5 piani distinti: fisico, emotivo, intellettuale, energetico e spirituale.

Lo studio e la pratica delle arti marziali infatti non si limitano ad una mera attività motoria per il nostro corpo. Ma sono anche un'occasione di accrescimento itellettuale per il praticante.

Nel percorso di studio di un praticante di Taijiquan (Tai Chi Chuan) arriva il momento in cui non solo incontra praticanti di altre scuole che propongono il medesimo stile, ma anche praticanti di altri stili di Taijiquan (Tai Chi Chuan).

Nel corso degli ultimi 200 anni il patrimonio culturale del Taijiquan si è arricchito notevolmente, vedendo nascere differenti stili. Lo stile della famiglia Chen è considerato il più antico, e da alcuni come lo stile che ha originato tutti gli altri.

La realtà dei fatti è che non esistono documenti, e fatti storicamente attendibili, per stabilire quando il Taijiquan (Tai Chi Chuan) sia nato, e nessuno oggi può affermare con assoluta certezza storica di essere il depositario dello stile originario.

Sappiamo che dallo stile della famiglia Chen sono nati gli stili oggi più diffusi, ma nulla di più. Nonostante questo non esistono documenti che ci permettono di affermare con assoluta certezza che lo stile Chen sia stato il primo. Questo perché lo stesso nome di questo arte marziale appare nei documenti solo più recenti.

Secondo alcuni studiosi, il termine Taijiquan è un'invenzione della seconda metà dell'Ottocento, ed è per questo che non esistono documenti antecendenti all'Ottocento che menzionano il Taijiquan come arte marziale.

Detto questo, oggi si può affermare che lo stile della famiglia Chen assieme allo stile della famiglia Yang, della famiglia Hao, della famiglia Wu e della famiglia Sun, sono considerati i principali stili di Taijiquan (Tai Chi Chuan).

Questa ricchezza di diversità può indurre il praticante ad incorrere in un errore abbastanza comune, legato ad un bias cognitivo noto come "pregiudizio di gruppo": pensare che il proprio stile, che il Taijiquan (Tai Chi Chuan) praticato nella propria scuola sia il migliore (per un approfondimento sul pregiudizio di gruppo è possibile leggere l'articolo "Il pregiudizio di gruppo").

Al contrario questa ricchezza di diversità (e sottolineo la parola ricchezza) è invece una grande occasione per la crescita di tutte le scuole di Taijiquan e per ogni praticante, indipendentemente dallo stile a cui si è dedicato.

Per comprendere al meglio questo importante aspetto della pratica, e non incorrere nell'errore del bias cognitivo del pregiudizio di gruppo, prenderò ad esempio una sciabola definita dai praticanti che la usano come "sciabola del taiji" e considerata come la vera sciabola del Taijiquan (Tai Chi Chuan).

UN DAO DIFFERENTE

traditionalyangdaoQuesto articolo si apre con due fotografie che ritraggono un dao completamente differente dai dao di tipo "niu wei dao" che normalmente sono utilizzati nelle scuole di Taijiquan (Tai Chi Chuan).

Si tratta di una sciabola che assomiglia molto ad una katana e la cui guardia è caratterizzata dalla forma che richiama il simbolo del taijitu, e la cui elsa è progettata per essere utilizzata anche a due mani. Infine il pomello dell'arma è a forma di anello, per permettere l'esecuzione di tecniche particolari. 

Generalmente, indipendentemente dallo stile proposto, nelle scuole di Taijiquan (Tai Chi Chuan) si utilizza per lo studio del "dao" una sciabola che ricorda la coda di un bue (è infatti anche chiamata "oxtail dao").

I dao di tipo "niu wei" erano molto diffusi durante la dinastia Ming e la dinastica Qing, per via del fatto che erano l'arma standard in dotazione ai soldati dell'esercito imperiale, ed oggi è il tipo di sciabola più diffuso nelle scuole di arti marziali.

Il particolare dao ritratto nelle foto è invece utilizzato nelle scuole che si rifanno allo stile "Yang tradizionale", le quali definiscono questo dao come "sciabola del Taiji".

Infatti non esiste un vero e proprio nome a questo tipo di dao. Questo "Taiji Dao" sembra il risultato della fusione tra due tipi di sciabole diffuse durante la dinastia Qing. Le sciabole del tipo "yao dao" e le sciabole del tipo "da kan dao".

Al primo tipo infatti appartengono sciabole molto simili a delle spade, la cui curvatura caratterizza più la punta dell'arma che l'intera lama. Al secondo gruppo invece appartengono armi che assomigliano più ad un "machete". Quest'ultimo tipo di sciabola era tra le dotazioni standard dei soldati cinesi fino alla seconda guerra mondiale.

CHI HA RAGIONE?

Ma a questo punto, chi ha ragione? Qual è la vera sciabola del Taijiquan? La risposta a questa domanda in realtà non esiste, ed il perché è legato al fatto che non si può dare una risposta corretta ad una domanda mal posta.

Infatti chiedere chi ha ragione implica che esista un'unica e sola verità. In una Nazione così vasta come la Cina, che ha raccolto e raccoglie tutt'oggi culture e lingue molto differenti tra loro, pensare di individuare una sola verità storica è impensabile.

L'opera più completa dedicata allo studio delle armi cinesi, intitolata "China Ancient and Modern Military Weapons Illustrated", e pubblicata nel 1999, recensisce ben 124 tipi di sciabole differenti. Infatti la forma di una sciabola dipendeva molto dal tipo di impiego. Essere un cavaliere e combattere a cavallo, od essere un fante e quindi combattere a terra implicava tecniche di combattimento differenti e di conseguenza sciabole la cui forma doveva essere differente.

In secondo luogo, fino alla costituzione dell'esercito repubblicano, non esista un equipaggiamento standardizzato per i soldati dell'esercito. Le truppe che presidiavano a Pechino potevano utilizzare armi differenti dalle truppe di stanza nel sud o nell'ovest del Paese.

Fino alla seconda guerra mondiale infatti molti soldati dell'esercito cinese non possedevano armi da fuoco, e dovevano contare solo sulle armi tradizionali. Ne è un esempio significativo la storia della brigata nota come "Big Chopping-Sword Brigade" detta in cinese "Da Dao Dui", che durante l'invasione giapponese si contraddistinse per una serie di vittorie ottenute solo con l'uso di sciabole la cui forma ricorda molto un machete (sciabole di tipo "da kan dao").

1920s-china-postcard-officers-and-soldiers-kitayshiyYang Luchan quando arrivo a Pechino praticava lo stile della famiglia Chen, è infatti il nipote Yang Chengfu a codificare e a dare vita di fatto allo stile Yang, negli stessi anni in cui le truppe che presidiavano Pechino avevano in dotazione una sciabola molto simile a quella impiegata nello Yang tradizionale (come testimoniato da alcune foto, clicca sulla foto qui riportata).

Non a caso la così detta "Taiji Dao" oggi è diffusa a Pechino e nei suoi dintorni.

LA DIVERSITÀ È RICCHEZZA

Se le sciabole di tipo "Niu Wei Dao" sono la testimonianza di un'arma diffusa durante la dinastia Ming e poi Qind, la sciabola definita "Taiji Dao" è probabilmente la testimonianza di un tipo di arma utilizzata a Pechino e dintorni. Sono entrambe la testimonianza di un storia, ricca, dalle molte sfaccettature.

Il caso di questa particolare sciabola insegna a tutti i praticanti di Taijiquan (Tai Chi Chuan) che non esiste una verità assoluta, ma al contrario, che ogni stile, ed ogni Scuola che si riconosce in uno stile, è depositaria di una faccia della verità. È depositaria di una propria ricchezza culturale che ha un valore unico.

Lo studio dei bias cognitivi come il "pregiudizio di gruppo" ci insegna la stessa cosa che insegna la pratica del Taijiquan. La persona con cui mi confronto, in un esercizio a coppia piuttosto che nel Tui Shou, non è mai un avversario, ma un compagno, una compagna, che ci aiuta a comprendere i nostri limiti e a crescere.

Allo stesso modo, stili, forme ed armi differenti che si confrontano, possono essere un'enorme opportunità di crescita culturale e quindi intellettuale. Un grande arricchimento.

La storia dell'umanità insegna che quando una Comunità si isola, nel corso del tempo, tende a regrederire da ogni punto di vista, sia dal punto di vista culturale, che tecnico. Pensiamo al popolo che ha colonizzato l'isola di Pasqua, un lembo di terra in mezzo ad un continente d'acqua. Capaci di navigare, generazione dopo generazione, quelle conoscenze che li avevano portati attaverso l'oceano andarono perdute.

In poche parole, nel momento in cui ci si trincera dietro ad un muro, ritenendo che il proprio gruppo è il migliore, con l'andare del tempo, quel gruppo è destinato a vedere perso il proprio patrimonio, la propria ricchezza, culturale.

La pratica del Taijiquan offre la possibilità di comprendere un principio fondamentale per essere "essere umani" migliori: la diversità è ricchezza, il confronto è ricchezza, non esiste una sola verità, ma esistono più verità che possono unirsi, amalgamarsi e costituire una verità più grande e ricca.

Ogni volta quindi che si incontra un praticante di Taijiquan (Tai Chi Chuan) o di un'altra arte marziale, impariamo a non guardarlo con l'atteggiamento "noi siamo più bravi" o "noi quella forma la facciamo meglio". Ma impariamo a comprendere che l'incontro con un altro praticante è la più grande opportunità di crescita personale che il Taijiquan ci può offrire.

Francesco Russo

 

 
 

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