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La danza del leone

La scuola di arti marziali tradizionali Quancong offre oltre allo studio del kung fu lo studio della danza del leone.

 

 
 

 
Corsi di Kung Fu, Tai Chi Chuan e Wing Chun - Camponogara - Dolo - Venezia - Scuola di Arti Marziali Quancong

Nella cultura Sino-Vietnamita la tradizione della danza del leone è molto importante, in particolar modo per le scuole di arti marziali tradizionali di kung fu, al pari dei sempre presenti altari che sono un luogo sacro della Scuola, dove di fronte ad essi gli allievi si riuniscono e portano rispetto e ringraziamento, attraverso il saluto tradizionale, rituale  inscindibile della pratica delle arti marziali.

Così anche la danza del leone, che ogni scuola di kung fu classica deve avere, rappresenta "Unione" "Protezione" e "Felicità".

Nella cultura Sino-Vietnamita questa danza è come una cerimonia propiziatoria valida per qualsiasi avvenimento mondano, come l’inaugurazione di un’attività, un anniversario, una festa locale ecc.

Insieme al drago il leone riempie tutte le occasioni di festeggiamento, nelle quali risalta la tradizione popolare Sino-Vietnamita, e il momento in cui si possono osservare il maggior numero di danze, è durante il Capodanno Cinese e Vietnamita.

Un gruppo di persone specializzato nella danza del Vu Lan è sempre richiesto e pagato profumatamente, a seconda della bravura e della notorietà, e per questo motivo esistono tornei dove si possono selezionare le migliori scuole.

Esistono due tipi di danza del Leone. Quelle del Nord e quelle del Sud; quella del Nord si lega allo spettacolo circense, ricca di acrobazie e utilizza dei veri e propri stunt-man che spesso utilizzano una grande palla di legno, dove la maschera del Leone ne prende possesso e la utilizza nelle dinamiche della danza.

Generalmente il Leone è di colore giallo e ha un lungo pelo, nel sud, le danze si differenziano di più. Il Leone ha una grande testa con al centro un corno, grandi occhi, una grande bocca ed orecchie; il naso si può differenziare nelle sue forme, a volte più largo e schiacciato, questo fa notare le differenze tra alcuni tipi di Leoni. Nella tradizione del sud esistono artisticamente parlando più tipi di leoni, che oltre alle differenze del muso, mutano nei loro colori.

Le origini di questa tradizione si perde nella notte dei tempi, e molte sono le leggende che arricchiscono la sua storia. La nascita di questa figura, relativa alla tradizione Sino-Vietnamita risale alla dinastia Tang (618-907 d.C.), anche se andrà a concretizzarsi  sempre più e a fondersi con gli stili di Kung Fu durante il periodo Ming e Qing (14° e 19° secolo).

La maschera che rappresentava il leone era chiamata Nhian, ovvero, belva o mostro; una delle teorie che accomuna il pensiero antico Sino-Vietnamita  sulle origini della danza, è quella che racconta la storia di un villaggio, abitato prevalentemente da contadini.

Si racconta che in un villaggio  nella regione dello Shandong, Sud della Cina, vivevano molti praticanti di Arti Marziali, ed il paese si sosteneva attraverso i raccolti che i contadini riuscivano a effettuare durante l’anno. Narra la leggenda che un mostro con grandi occhi ed una grande bocca, faceva razzia nei campi dei contadini; dopo un lungo periodo dove le coltivazioni venivano devastate i capi della comunità, maestri di Kung fu con l’aiuto di un monaco Buddhista decisero di incontrare la belva. Si armarono e accesero molti fuochi  per illuminare la notte, e iniziarono la loro posta; rimasero ad aspettare per un lungo tempo senza incontrare il suddetto Nhian, qualcuno raccontò di averlo visto da vicino nelle notte precedenti, e così ne descrisse le sue forme. A questo punto il Monaco decise di fare costruire una maschera che potesse rappresentare la grande testa del Nhian, che sembrava somigliare ad un grosso felino, ed un lungo mantello per raffigurare il corpo. Il materiale utilizzato era un telaio di bambù, rivestito di carta di riso con colori molto accesi, e stoffe di seta; sotto la maschera completa venivano poste due persone. Utilizzarono dei cesti colmi di verdure e poste al centro della strada, il percorso venne ornato con striscioni, e trecce di petardi.
Finalmente una notte il mostro dalle sembianze di un leone si affiancò alla periferia del villaggio dove ad aspettarlo c’erano tutti glia abitanti. Si racconta che il Leone si affiancò alla periferia del villaggio, dove ad aspettarlo vi erano tutti gli abitanti, si racconta che il leone si avvicinò alle grandi lattughe, con molta diffidenza e dimostrandosi anche aggressivo e pronto a combattere. Ma quando comprese che nessuno voleva fargli del male, si manifestò in una gioiosa danza, prese la verdura, la mangiò e scappò via, e non fece mai più ritorno – ai contadini del villaggio rimase soltanto il ricordo della maschera da loro costruita che lo rappresentava; da quel giorno i maestri esperti di Kung Fu iniziarono a ricostruire le movenze manifestate durante in quella notte dal Leone, le sue emozioni e gli stati d’animo; da quel momento i loro raccolti divennero più floridi, e la fortuna sembrava avesse invaso il loro villaggio, così che decisero di festeggiare con danze e fuochi d’artificio e musica, nel ricordo di questa mistica figura.

Le movenze di queste danze assumeranno le caratteristiche dei passi e delle tecniche degli svariati stili di Kung fu, le maschere si perfezioneranno e assumeranno le caratteristiche legate anche a personaggi, eroi della cultura Sino-Vietnamita. Oggi i principali Leoni sono Tre, e sono chiamati i tre fratelli : Il Leone più anziano è di colore Giallo  e bordato di rosso, spesso con barba bianca, è chiamato Lao Pei; è simbolo di saggezza ha i colori Imperiali in onore ai tre regni della dinastia Han.

Il secondo il leone Rosso, spesso con barba nera è il Leone chiamato Quan, è ispirato al mitico eroe della Cina Quancong.

Il terzo, il Leone Nero e Bianco, Leone da Combattimento chiamato Chong Fai, che ricorda lo spirito di un combattente dell’ antica Cina, il suo mantello come quello del leone rosso e ornato di campanellini che arricchiscono il ritmo della danza, e si dice che nel terreno di battaglia allontanavano i serpenti.

Da questi principali Leoni ne derivano altri con varianti nella forma e nei colori, le differenze negli stili nella Vu Lan –La Danza Del Leone del Sud- sono legate anche ai luoghi di origine, o di sviluppo. Nel Sud Cina e Vietnam troviamo le più importanti scuole, oltre a festeggiare svariati eventi in segno di buon augurio, il Leone del Sud nel Kung Fu, rappresenta la scuola; non molto tempo fa succedeva che nei tornei o sfide tra differenti scuole, o nei confusionari festeggiamenti del Capodanno (Tet), i leoni scendevano in strada e combattevano con i propri compagni di Clan contro club rivali, dando vita a delle vere e proprie battaglie, che terminavano soltanto alla caduta o distruzione, o conquista del Leone avversario.

Oggigiorno il governo visti i numerosi incidenti ha “proibito” questo tipo di manifestazioni; queste danze hanno affiancato periodi storici del popolo cinese dove si possono ricordare grandi ribellioni nei confronti degli invasori, ed è proprio in queste occasioni che la Danza del Leone veniva utilizzata come mezzo di comunicazione tra le società ribelli. Spesso le tecniche traducevano simbolicamente, e trasmettevano segnali di rivolta nei confronti  del nemico – A proposito di questo ricordiamo nel periodo Qing le ribellioni  dei Tai Ping , la Guerra dell’Oppio, fino ad arrivare alla ribellione dei Boxer. L’importanza di questa tradizione, ha fatto si che in breve si siano divulgate in tutta l’Asia ed in svariate parti del mondo.

Oltre alle due persone che rappresentano il Leone, il team è composto da un altro gruppo che può variare da 4 a 6 persone, che compongono una band che ha il compito di accompagnare con strumenti musicali tutti glia stadi della danza. La tecnica che segue gli schemi della danza ha delle sequenze e delle simbologie ben precise, che sono comuni a tutte le scuole, che a loro volta possono interpretare e personalizzare a seconda dello stile di Kung Fu praticato.

Durante la forma della danza si rappresentano stati emotivi di un individuo che ritrova nella sua vita quotidiana, quali : Timidezza, Paura, Titubanza ,  Aggressività, Eccitazione, Gioia, Stanchezza ed azioni che possono ricordare il cibarsi, l’igiene corporea ed il rispetto.

Queste, sono alcuni dei principali elementi che vengono rappresentati durante gli stadi e le sequenze tecniche della danza; ma la cosa più importante che precede il manifestarsi della danza, è il cerimoniale chiamato Hòi Gon.

DARE VITA AL LEONE
Simbolicamente rappresentato da gesti che danno energia ai 5 sensi, e forza al corpo. Si utilizza una pittura rossa rappresentante il sangue, posta al centro di una radice di GINGER, simbolo di radicamento alla vita – un pennello viene intinto nel colore rosso, e con ordine vengono macchiate le parti più importanti della testa, per poi passare al corpo. Il corno del Leone viene avvolto da una fascia rossa e ornato da piume di pavone, come simbolo di longevità e forza; i musici asseconderanno con ritmi differenti, l’alternarsi delle tecniche del Leone; il suono emesso dagli strumenti può variare da stile a stile, ma non cambia il senso che accompagna la dinamica delle tecniche ed il loro significato.

Nella tradizionale danza occorre un cesto con della lattuga verde, che ricorda l’antica leggenda, questo tipo di danza, considerata la più importante è chiamata: MOU SII CHOI SE.

Oggigiorno oltre che alla classica lattuga possono essere posti altri oggetti  o frutti che spesso sono messi nelle posizioni difficili da raggiungere da parte del leone; questo per rendere più spettacolare la danza. Allontanandosi un po’ dalla pura tradizione possiamo notare nelle danze, delle vere e proprie acrobazie, con leoni che si muovono camminando su dei pali, e percorrono dei percorsi prestabiliti; queste danze sono chiamate : MOU SII MUI PHAN CHO.

Nel caso di esibizioni di richiesta di privati, il Leone troverà nel cesto, oltre la verdura o frutti, anche la tipica busta rossa con dentro un compenso in denaro; in questo caso la danza retribuita, prende il nome : MOU SII LAI SII CONG BAO.

A prendere parte alla danza è la figura dello Spirito del piccolo buddha, in alcuni casi chiamato l’uomo mela sorridente : TA TO PHOU SU GUE.

Questo personaggio con una grande testa rotonda, con grande ventre ed una larga bocca, tiene in mano un ventaglio, che sventolerà per richiamare l’attenzione del leone. I Suoi gesti serviranno ad accompagnare il Leone verso il dono offertogli dagli Spiriti benefici, spesso per migliorare la coreografia della forma nascono tecniche e scambi tra il piccolo Buddha, e il Leone .
Ecco alcune foto tratte dallo stage effettuato dalla nostra scuola a Novembre presso la sede di Dolo

 

 
 

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